“Mettersi in gioco”. Qualche istruzione per l’uso

di Pier Aldo Rovatti

 

È il titolo che abbiamo dato al programma 2016 della Scuola di filosofia di Trieste (72 ore di lezioni e seminari organizzati dal Laboratorio di filosofia contemporanea presso la direzione del Dipartimento di salute mentale da gennaio a maggio 2016).

Già nelle discussioni preparatorie era emerso che si tratta di un tema complesso, non così facile da maneggiare e suscettibile di equivoci. Anzi, questo monito, se non lo intendiamo in maniera critica, sembra corrispondere a quell’ingiunzione a diventare imprenditori di se stessi che ci arriva di continuo dall’attuale dispositivo di potere: un’ingiunzione al tempo stesso catturante e derisoria, in cui sembra condensarsi uno degli aspetti principali dell’ideologia del nostro presente. Leggi il seguito di questo post »


Ipotesi per i laboratori

di Annalisa Decarli e Vincenza Minniti

Il lavoro laboratoriale prenderà le mosse dall’assunzione delle lezioni a testo-pretesto, facendo richiesta ai corsisti di individuare i concetti fondamentali trattati dai relatori, che verranno raccolti in agenda come parole chiave.

Un primo momento di elaborazione, fondato sull’interrogazione di questi termini attraverso la modalità del dialogo filosofico, permetterà di indagarne i significati chiarificandoli e definendoli, per poi decostruire, ricostruire e ampliare i campi semantici di utilizzo. Ogni singolo partecipante verrà così chiamato a mettesi in gioco, ponendo in relazione i concetti selezionati con le proprie esperienze personali, scontrandosi con la difficoltà di traduzione dell’esperienza vissuta nel logos.

L’esercizio di approssimazione mette in movimento il pensiero, attraverso la specificazione, la negoziazione e ridefinizione dei significati, la costruzione comune di nuovi orizzonti di senso. In tal modo, concetti che potrebbero apparire astratti o scollegati dalla realtà quotidiana acquisteranno una vitalità rinnovata, attivando processi trasformativi e di cambiamento nei singoli individui e nell’identità del gruppo stesso. Leggi il seguito di questo post »


Ipotesi e suggestioni per un laboratorio

di Alessandro Di Grazia

Vorrei condividere con chi legge e con chi parteciperà al laboratorio di questa edizione della Scuola di Filosofia di Trieste, alcune suggestioni che potrebbero indicare qualcosa delle intenzioni riposte in questo percorso che partirà domenica 10 gennaio 2016.

Mi interessa far percepire ovviamente non un programma di studi o una direzione verso la quale condurre il lavoro, ma una sorta di atmosfera riflessiva che mi porto dietro, o davanti, a seconda dei punti di vista.

Credo di essere sicuro che, al di là dei temi specifici che possono essere esaminati, la qualità e l’intensità del lavoro che svolgeremo è anche una questione di “come” oltre che di “cosa”.

Questo è il motivo per cui, e in questo mi sento in sintonia con una delle prerogative essenziali delle pratiche filosofiche, non mi appoggerò a nessuna teoria determinata. Il discorso complessivo che potrà sorgere dal nostro lavoro sarà ibrido teoreticamente e, spero, vitalmente bastardo.

Cercheremo di osservare idee e costruzioni nel tentativo di creare una toponomastica intellettuale, un villaggio, una cartografia dei nostri modi di intendere il tema proposto dalla scuola quest’anno.

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come arrivare

Mancano pochi giorni all’inizio delle lezioni, e dunque qualche istruzione per chi non c’è mai stato.

Le lezioni si tengono presso la direzione del Dipartimento di salute mentale, via Weiss 5, all’interno del Parco di San Giovanni (cioè nel comprensorio dell’ex manicomio cittadino). Qui trovate la mappa. Proprio di fronte alla palazzina vedrete il famoso Marco Cavallo in ferro, che vi darà il benvenuto.

Marco Cavallo

Se venite in macchina, c’è un parcheggio a lato della palazzina.
Se invece arrivate in autobus ci sono diverse alternative:

  • dalla stazione la cosa migliore è prendere la linea 17 barrata e scendere al capolinea (in via San Cilino), poi percorrere 600 metri in discesa, fino alla nostra sede. Dalla stazione l’autobus ci mette circa 15 minuti.
  • dal centro: linea 9 (scendere in viale Sanzio e poi percorrere 700 metri in salita) o linea 12 (che vi porta proprio di fronte alla sede, ma è meno frequente e fa un percorso più limitato).

Vi aspetteremo dalle 14.45 per la registrazione e la firma.

 

 


Sconfinamenti parla della Scuola

Il programma di Radio Rai FVG Sconfinamenti, diretto da Martina Vocci, ospita Pier Aldo Rovatti a parlare della Scuola di filosofia di Trieste, giunta al suo terzo anno. Perché è nata una scuola di questo tipo? A chi è rivolta? Cosa significa “mettersi in gioco”?
La puntata è andata in onda l’11 novembre 2015 e qui la potete riascoltare:

 


I corsi della Scuola: presentazione in libreria

Come forse avrete visto, venerdì 13 novembre abbiamo presentato i corsi della Scuola di filosofia alla libreria Dedalus. La serata è andata molto bene, la libreria era gremita e l’atmosfera piacevole e rilassata.

Dedalus01

Dedalus02

Chi non è potuto venire trova qui il file audio della presentazione. Leggi il seguito di questo post »


Parlano di noi

Mercoledì 11 novembre la rubrica “Sconfinamenti“, curata da Martina Vocci, ha ospitato Pier Aldo Rovatti a parlare di cos’è e come è nata la Scuola di filosofia. Non appena avremo il file audio lo pubblicheremo qui.

Piccolo12112015 Anche “Il Piccolo” ci ha dedicato grande articolo dal titolo Esercizi per un pensiero che sia davvero critico. Tutti a scuola di filosofia, in occasione della presentazione in libreria. Leggi il seguito di questo post »


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