Laboratorio psicanalisi – secondo incontro

Cantiere Psicoanalisi

Laboratorio

Secondo incontro – 29 gennaio 2017

Coordina: Vincenza Minniti

Sono presenti: Peppe Dell’Acqua e Andrea Muni

Partecipano: Gennaro Pisano, Giovanni Furlanis, Silva Bon, Cristina Cocchi, Carla Vidon, Gloria Nemec, Rita Benedetti, Sara Gorini, Giulia Mainenti

Rimandiamo al prossimo incontro il confronto sul libro Dettagli inutili di Alberto Fragomeni, la cui lettura ci eravamo proposti di condividere, perché non tutti lo hanno già letto.

Alberto Fragomeni nel suo libro parla della propria “follia” con lucidità ,semplicità, rigore e umorismo; ci fa vedere quanto e come sia stato aiutato nel suo percorso dentro le strutture sanitarie di riferimento ma che nonostante tutto rimane un diverso, come uno che “venga allenato per le olimpiadi ma poi non lo fanno giocare”.

L’esperienza della lettura di questo testo si situa bene e pertiene alla questione (già pubblicata nel blog) che Sara ripropone come “radicale” rispetto alle domande possibili generatesi nel precedente incontro del laboratorio:

Si può e come cogliere e accogliere l’Altro nella sua alterità in una dimensione “praticabile”, preservandolo come Altro, ossia, preservandone in certo grado o in certo modo l’opacità, l’irriducibilità a una dimensione e “discorso” condivisibile?

Cosa c’è dell’Altro nella parola?

Cosa diciamo di noi all’Altro al di là delle parole, con il corpo?

Dove sta e come, quanto incide l’emotività?

L’altro è l’alter ego? Se posso incontrare l’altro in quanto a me simile do per scontato che l’altro sia a me simile.

Andrea cita “la quinta meditazione cartesiana “ e il rapporto della fenomenologia con la psichiatria.

La questione dell’Altro riguarda la questione dell’Ascolto.

Chi deve ascoltare l’altro? Cosa significa ascoltare l’altro? Come si può ascoltare l’altro? L’empatia è una proiezione di me nell’altro?

Andrea chiede “Perché scriviamo l’altro con la A maiuscola o con la a minuscola?”

Scrivere l’Altro con la maiuscola riguarda la questione del ruolo?

Il ruolo è quello in cui mettiamo l’altro ma è quello in cui siamo anche noi.

Rapporto tra ruolo e potere. Simmetria e asimmetria.

Può davvero scomparire il ruolo?

Nella psichiatria basagliana la critica del ruolo è all’origine della critica istituzionale ed è appunto critica non tanto assenza di ruolo.

Dire che l’altro è come me non appiattisce la relazione interpersonale? Non copre il dislivello di potere comunque esistente?

Peppe Dell’Acqua Il potere resta in una posizione di squilibrio specie nelle istituzioni, ma anche nelle relazioni personali.

Gloria: In quale regime di verità ci muoviamo?

Chi è l’altro per lo storico, l’autore, lo scrittore di biografie?

Quale verità interessa lo storico, il biografo e quale verità riguarda lo psichiatra?

Gloria cita e consiglia L’impostore di Javier Cercas

L’altro è colui del quale cerco di capire i vissuti quando mi avvicino. Il libro di Alberto Fragomeni, dice Gennaro, mi ha permesso di incontrare l’alieno che dice come nel disturbo ricerchi una soluzione al suo malessere in un modo fruibile in un quadro icastico del percorso di chi si vive altro dall’altro.

Gennaro cita Alterità e Alienità di Danilo Cargnello, Giovanni Fioriti editore

Cristina interviene sulle condizioni della psichiatria ad Udine, racconta la sua esperienza della mancanza di rispetto dell’Altro quando schizofrenico o depresso.

Peppe Dell’Acqua: Non bisogna dimenticare comunque di restituire la soggettività alle persone che dipendono dal servizio psichiatrico di diagnosi e cura evitando anche nel linguaggio di usare espressioni impersonali.

Sara: Vista la nostra provenienza formativa e professionale diversificata, ognuno potrebbe mettere sul banco materiale che reperisce nella propria pratica quotidiana immagini artistiche, cinematografiche, brani o personaggi letterari e altro in cui possiamo incappare guardandoci attorno. Materiali da mettere in comune e vedere in quale relazione stanno con l’espressione dell’altro.

Altro, Alter ego, Alieno, Ascolto, Opacità, Ruolo, Potere, Soggetto, Incontro, Follia, Guarigione

EMPATIA, FENOMENOLOGIA

Condivisione. Gloria: è possibile ridurre l’uso di questa parola ormai troppo usata (fb) possiamo trovarne un’altra?

Queste le parole messe in discussione e su cui continuare a riflettere insieme e a ricercare per esercitare la consapevolezza della necessità di non darne per scontato il significato.

Dice Eugenio Borgna in un’intervista a “Repubblica”, maggio 2014: “Le parole hanno un immenso potere. Ci sono parole troppo dure e violente. Troppo inumane. Che i medici, non tutti per fortuna, rivolgono al malato. E ci sono parole in grado di aiutare l’altro. Le mie parole sono state anche domande a me stesso e agli altri. Sono i dubbi e le incertezze che ho seminato lungo la mia lunga vita”.

E sempre nella stessa intervista: “La guarigione assoluta, in psichiatria, è solo un gesto totalitario. L’altra faccia, se vuole, del modo in cui la scienza dell’anima si è lungamente accanita sul corpo del malato. Senza pudore né dignità. Personalmente sono convinto che la guarigione avvenga anche quando i sintomi della malattia continuano a manifestarsi. Si può guarire continuando ad avere accanto quest’ombra “.

Testi che possiamo intanto programmare di leggere:

L’impostore di Javier Cercas

Alterità e Alienità di Danilo Cargnello, Giovanni Fioriti editore

E, a proposito della messa in comune dei materiali che riguardano la propria pratica ed esperienza, i già citati:

1) Guarire si può. Persone e disturbo mentale di Izabel Marin e Silva Bon, editore Alpha Beta

2) Dopo venuti a Trieste di Gloria Nemec, editore Alpha Beta

Invito inoltre a consultare e leggere tra i materiali suggeriti nel laboratorio che fa riferimento al cantiere Marx:

F. Ongaro Basaglia, Follia /delirio

P.A. Rovatti, Basaglia: Follia e nuova razionalità

E tra i materiali del cantiere Il pensiero debole

P.A. Rovatti, “Husserl, un attraversamento“, in Trasformazioni del soggetto, Il Poligrafo, Padova 1992.

Sono questi materiali preziosi ed utili alle domande e ai temi trattati durante il nostro laboratorio

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3 commenti on “Laboratorio psicanalisi – secondo incontro”

  1. sara ha detto:

    Ciao a tutti,
    Mi pare di capire che domande e discussione tendano a richiamare sintagmi/figure quali “ruolo”, “regime di verità”, “potere” e “restituire la soggettività” – che ritornano qui come nel primo incontro – direi allora che, a questo punto, potremmo indirizzarci verso le chiavi di lettura offerte da Foucault nelle sue indagini (metodo e risultati) su potere e sapere, peraltro alcune focalizzate proprio sulla psichiatria. Credo sarebbe, su questo versante, una fonte per la discussione fra le più mirate e del tutto in linea con un certo tendere a un atteggiamento consonante con la “genealogia del sapere” nelle domande che, al momento, emergono dall’incontro tra partecipanti e questioni lanciate nel mezzo.
    Se non ricordo male, fra i partecipanti c’è chi si interressa in particolare di quest’autore, per cui potremmo approfittarne per avere una presentazione del discorso di Foucault – temi, problemi, metodo – in modo ci faccia da guida per vedere se e cosa prendere per lavorarci su, sempre in veste e nei limiti di strumento per elaborare le domande che sono sorte nei due incontri passati.
    Riusciremmo, così, anche a sfruttare forma e composizione di questo laboratorio: trattandosi di ambito non accademico e non finalizzato a un esame, possiamo darci – come gruppo e singolarmente per interessi specifici – ampia libertà e responsabilità del corso stesso, secondo il corso dello stesso.
    Buon fine weekend!
    Sara
    P.S.
    Riferito al materiale per il cantiere “Cinema”:
    (nel caso non abbiate potuto scaricare i file su chiavetta dal pc del relatore)
    Sulla pagina FB della Scuola ho postato due indirizzi per reperire i film che saranno materiale d’analisi del cantiere “Cinema” – prestito dvd e canale streaming/download – tutto gratuitamente.

  2. Gennaro Pisano ha detto:

    Buongiorno a tutti,

    in questa grigia mattina di febbraio, in questo lunedì nebbioso ho deciso di scrivervi qualcosa circa il terzo incontro del laboratorio di psicanalisi, magari per tirarmi un pò su di morale.
    Credo sia stato molto bella la partecipazione di ognuno alla discussione, ciascuno col suo punto di vista sul libro di Alberto. Alla fine il tempo concesso è scaduto e forse qualcuno avrebbe ancora voluto dire qualcosa…Succede quando si hanno molte cose da dire e non tutti riescono a avere la stessa capacità di sintesi. Io per esempio, mi sono molto dilungato solo su alcuni aspetti del libro e sicuramente ho ridotto lo spazio per consentire ad altre persone di parlarne. Mi scuserete.
    Ho ancora qualche considerazione da fare. Penso che ” Dettagli inutili” sia un libro che dovrebbe riconciliare molti, con la cosidetta ” Psichiatria territoriale”, quella del post- manicomio : è grazie a quella, che Alberto riesce a trovare la strada per la sua personale guarigione, vista a mio modo come un processo dialettico, come un lungo viaggio per il quale è stato dotato finalmente di strumenti per capire gli insidiosi arrivi dei venti di tempesta, anche quando sono mascherati da gioie improvvise. Non sono daccordo con l’attacco scontato contro gli psicofarmaci; qualcuno si azzarda a dire che sono inutili ma ormai sappiamo che sono necessari sia per le fasi acute che per il mantenimento del benessere della persona dopo la crisi, per far in modo che crisi ne vengano sempre meno, nel caso della psicosi. Giusta invece la critica all’ eccesso ed all’uso selvaggio, anche basato su una certa ignoranza, che se ne fa in molte parti d’Italia.
    Volevo chiarire, se ce ne fosse bisogno, che pschiatria non è la psicanalisi , che una parte della psichiatria si richiama alla filosofia in particolare la psichiatria fenomenologica ( anche Basaglia ha scritto nelle fasi iniziali della sua vita saggi fenomenologici).
    Proprio una formazione fenomenologica può farti comprendere come sia necessaria la SIMMETRIA con l’altro per esercitare l’EMPATIA come modello conoscitivo. Ma nel gruppo avemmo potuto parlarne di più. Poi , mi giova ripetere quello che Borgna dice della guarigione nella sua intervista all’Espresso del 2014, ovvero che la guarigione è un atto totalitario se si vuole modificare il modo di Esistenza di una persona ; la guarigione non è mai completa perchè coesiste l’Ombra, l’improvvisa perdita di senso che è la crisi psicotica.
    Tuttavia abbiamo superato i manicomi ma ancora molto va fatto: senza dubbio estendere l’attuazione della legge Basaglia in tutta Italia e combattere il fatto che i Sistemi sanitari sono diversi a seconda della Regione. Bisogna combattere per i diritti dei cittadini sofferenti mentali, come Alberto, perchè la Società, pagando anche di tasca propria si faccia carico pienamente di dare le stesse opportunità a loro come agli altri, e le Istituzioni s’impegnino a combattere lo stigma.
    Sono daccordo sulla proposta che si faceva di scegliere dei passi o dei brani da libri per poi commentarli per iscritto anche per orientare la discussione. E proporrei che con l’aiuto dei nostri tutors si pervenisse ad un piccolo ma utile glossario evitando confusione tra termini. ( vedi C.S.M. ; S.P.D.C. ; psicanalisi ,psicoterapia, psicopatologia fenomenologica etc. etc.). L’utilizzo di una glossario , o se si vuole, di un piccolo libro di parole condivise che faciliti la comunicazione e che possa evitare alcune incomprensioni. Grazie per l’attenzione ,

    un abbracccio a tutti,

    Gennaro
    PS
    Aspetto le vostre considerazioni, critiche e quant’altro sul mio commento.


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