A scuola di filosofia

di Pier Aldo Rovatti

Sarebbe utile trovare il modo per introdurre nella nostra vita – in cui facciamo sempre più fatica a procurarci aria respirabile – una quantità pure modica di ossigeno filosofico.

Penso che la filosofia, questo oggetto che continua a restare alquanto misterioso, sia qualcosa di simile a una respirazione. Personalmente sono – come si dice – in campo fin dagli anni sessanta del secolo scorso, ho avuto la fortuna di incontrare a Milano un vero maestro (il fenomenologo Enzo Paci), mi sono bagnato nelle acque agitate del ’68, e poi tante vicissitudini sempre nella corrente della filosofia che ho imparato a distinguere come un esercizio di pensiero critico dentro e fuori dal mondo pubblico. Oggi, dopo un lungo periodo di insegnamento nelle aule universitarie triestine, mi resta qualche nostalgia degli anni febbrili della mia formazione e di quella corsa degli studenti a iscriversi a filosofia alla ricerca di un sapere vivo e di una collettività pulsante di desiderio politico. Leggi il seguito di questo post »

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Sconfinamenti parla della Scuola

Il programma di Radio Rai FVG Sconfinamenti, diretto da Martina Vocci, ospita Pier Aldo Rovatti a parlare della Scuola di filosofia di Trieste, giunta al suo terzo anno. Perché è nata una scuola di questo tipo? A chi è rivolta? Cosa significa “mettersi in gioco”?
La puntata è andata in onda l’11 novembre 2015.

 


“Un poco di ossigeno”

Domenica 11 maggio, alle ore 15, presso la Direzione del Dipartimento di salute mentale (parco di San Giovanni, via Weiss 5), si terrà un incontro pubblico sull’esperienza della Scuola di filosofia di Trieste. I corsisti e i coordinatori dei corsi appena conclusi discuteranno sui risultati ottenuti, sui problemi che si sono presentati e sui progetti per il prossimo anno.

La Scuola (organizzata dal Laboratorio di filosofia contemporanea e dalla redazione della rivista “aut aut”, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Trieste) ha dato vita a nove corsi con il titolo complessivo “Soggetti smarriti”, nei quali si è parlato delle attuali amnesie culturali, del ruolo fantasmatico della figura paterna, della società della “valutazione”, del problema dell’alterità nei romanzi di Coetzee, di Pasolini e la “mutazione antropologica”, dell’importanza della “scrittura di sé”, del soggetto “psi”, della sovversione teorica proposta da Deleuze, del significato delle “pratiche filosofiche”: il tutto attraverso un continuo confronto con gli ottanta corsisti che hanno partecipato attivamente all’iniziativa e nel contesto di un’esperienza concreta di esercizio critico della filosofia intesa come esigenza civile al di là di ogni chiusura specialistica.

Il titolo dell’evento conclusivo (“Un poco di ossigeno”) è stato suggerito dai corsisti stessi, buona parte dei quali provenivano da realtà anche molto diverse dai luoghi deputati della filosofia in senso stretto. Dopo la relazione introduttiva (tenuta da Pier Aldo Rovatti) prenderanno la parola alcuni dei corsisti e alcuni di coloro che hanno tenuto i corsi di questa prima fase: è prevista la presenza di Sergia Adamo, Damiano Cantone, Mario Colucci, Giovanna Gallio, Raoul Kirchmayr e del gruppo dell’Osservatorio critico sulle pratiche filosofiche (Pierpaolo Casarin, Annalisa Decarli, Alessandro Di Grazia e Silvia Bevilacqua).


I soggetti smarriti di Trieste

cavallo azzurro“Cosa succede quando dei ‘soggetti smarriti’ si ritrovano nel Dipartimento di salute mentale di Trieste, tra un’invernale pioggia torrenziale e il cavallo blu di Basaglia?”

Così inizia l’articolo di Francesca Ruina in cui racconta l’atmosfera che si respira alla Scuola di filosofia di Trieste.
Per leggere l’intero articolo:
http://www.santippe.it/soggetti-smarriti-di-trieste/


Rassegna stampa – Repubblica

Oggi la Scuola di filosofia è apparsa su “la Repubblica” in un riquadro nella prima pagina di cultura.

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Rassegna stampa

Il 15 gennaio è uscita su “Il Piccolo” di Trieste un’intervista a Pier Aldo Rovatti sulla Scuola di filosofia.
Ne citiamo un pezzo:

L’esigenza è quella di un esercizio critico. Ipotizziamo di riuscire a illuminare di nuovo un po’ questa parola, “soggetto”, dall’altra parte però questo soggetto deve essere padrone di sé? O deve essere in qualche misura un soggetto capace di perdersi? C’è una parte dell’idea di smarrimento che può essere recuperata, una soggettività che per ritrovarsi deve anche sapersi perdere e muoversi tra diversi luoghi. Ciò comporta anche il carattere interdisciplinare di questa scuola, la scelta dei comparti si deve anche alle competenze, si terrà più conto della psicoanalisi e della psichiatria critica rispetto ad altre forme di sapere, ma si parlerà anche di letteratura.

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Alla libreria Lovat

Mercoledì 16 ottobre Pier Aldo Rovatti assieme ai membri del Laboratorio di filosofia contemporanea hanno presentato in anteprima i corsi della Scuola di filosofia di Trieste, che inizieranno il 18 gennaio 2014 e saranno divisi tra lezioni frontali e laboratori seminariali.

Per un resoconto di ciò che si è detto, qui c’è l’ottimo articolo di Paolo Stanese su Bora.la